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Mercoledì, Settembre 19, 2018
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LLLT (Low Level Laser Therapy)

La low level laser therapy o soft laser therapy è un trattamento atraumatico che prevede molte indicazioni terapeutiche.

Esiste una ampia rassegna letteraria su questo specifico argomento, ma sussiste a tutt’oggi una gamma molto estesa dal punto di vista metodologico e dosimetrico.

Benché inizialmente sia stato utilizzato il laser elio – neon (632,8 nm) attualmente si utilizzano laser a diodi semiconduttori (830 nm oppure 635 nm = KTP ).

Il trattamento pediatrico non differisce dal trattamento in un soggetto adulto: la potenza di emissione è attorno a 10/50 mw utilizzando un irraggiamento di qualche millijoule.

Le lunghezze d’onda utilizzate a questo scopo hanno un assorbimento ridotto nell’acqua, penetrano i tessuti molli e duri dai 3 ai 15 mm.

I possibili meccanismi alla base della biostimolazione delle ferite sono a carico di numerosi sistemi cellulari: fibroblasti, macrofagi, linfociti, cellule epiteliali, endotelio, tessuto neurale.

Questa terapia è in grado di ridurre la fase essudativa e il processo riparativo.

Da 1 a 3 giorni dopo la biostimolazione si ha una forte riduzione dell’edema ed una accelerazione della fase di epitelizzazione, di formazione di tessuto di granulazione e deposizione di collagene. (Fig.14)

Questa accellerazione nei processi riparativi ha grande valenza clinica specie nel paziente diabetico o nei pazienti sottoposti a chemio – radioterapia (terapia antalgica e riparativa delle mucositi orali). [34, 35, 36, 37]

Le principali indicazioni cliniche sono rivolte:

 

  • eruzione dolorosa di elementi dentari decidui e/o permanenti (irradiazioni dei linfonodi nell’area).
  • effetto antalgico (radiazione di 2 j ) sulla mucosa prima di eseguire, ove necessario, anestesia loco – regionale con ago.
  • applicazione diretta con una dose da 4 a 6 j a seguito di esposizione cavitaria da carie dentale per ridurre il dolore.
  • biostimolazione delle ferite post – traumatiche, stomatite aftosa, lesione erpetica, mucositi. (dose da 3 a 4 j )
  • trattamento addizionale nell’incappucciamento pulpare per promuovere analgesia e rigenerazione neurale. (dose da 0.5 a 2 j )