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Martedì, Ottobre 17, 2017
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Traumi alla dentizione decidua

E’ importante nel campo dei traumi  sia alla dentizione permanente ed ancora di più a quella decidua un ottimo approccio psicologico al piccolo paziente traumatizzato ed anche ai genitori che spesso sono in  stato ansioso. ( t39 - t40 - t41 - t42 - t43 )
Bisogna fare comprendere in tempi rapidi ma infondendo fiducia e rassicurazione sia  il concetto di urgenza che quello  di una  corretta prognosi, onde  avere poi  la massima collaborazione.  ( t10)
Di qui l’importanza anche della perfetta  organizzazione dei centri dentali, sia pubblici che privati.
Va sottolineato e messa  in evidenza l’importanza di una   anamnesi attenta in  caso di trauma. 11 12 13  A  volte il paziente ed i suoi genitori   non dicono la verità soprattutto in caso di maltrattamenti di bambini. Occorre tenere sovente in considerazione   la possibilità della“ Sindrome del bambino  picchiato” e ricercare   segni di abrasioni o segni inconfondibili di percosse  (ad esempio spogliando il bambino). Anche in Italia   questa sindrome è in netto aumento e presenta molti aspetti legati a problemi  socio familiari che si sono evidenziati drammaticamente negli ultimi tempi.
E’  opportuno  pertanto in questi casi contattare il pediatra onde eseguire rx estese   ad altri distretti per mettere in evidenza fratture che sono guarite nel tempo.
Occorre  cioè chiarire accuratamente  il   meccanismo causa effetto nei traumi più gravi per non trascurare la possibilità di maltrattamenti sospettabili  quando non c’e la corrispondenza tra la dinamica dell’evento  e l’obiettività delle lesioni prodotte. (t14)
I traumi dentali sia in  dentizione  decidua che permanente  si dividono in :  Traumi ai tessuti duri ed ai tessuti di sostegno. Il Professor Damaso Caprioglio coi sui figli Claudia e Alberto, hanno pubblicato un libro esclusivamente dedicato ai traumi ala dentazione decidua (t74)

TRAUMI AI TESSUTI  DURI

La classificazione seguita è quella proposta dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed accettata dalla IADT (International Associazion On Dental Traumatology) della quale il prof. Damaso Caprioglio è stato presidente mondiale nel 1996 (t26 - t73 )

INFRAZIONE DELLA CORONA DENTALE

Trattasi di frattura incompleta dello smalto senza perdita di sostanza dentale; sono ben visibili con una sorgente luminosa  posta dietro al dente.
Anche questi traumi  che possono a prima vista  sembrare  insignificanti vanno seguiti nel tempo  con controlli periodici trimestrali della vitalità pulpare.
Vi è infatti pericolo di lesioni  e necrosi a distanza, con discromie, ascessi e possibili successivi  danni ai denti permanenti  sottostanti  in formazione.
E’ infatti più facile avere danni pulpari con le infrazioni  che non  nei denti fratturati perchè il trauma viene ammortizzato  dalle parti dure  del  dente e  dall’osso alveolare provocando quindi danni alla polpa dentale che risulta essere la parte più debole.

FRATTURA DELLA CORONA DENTALE NON COMPLICATA

Limitata allo smalto ed alla dentina , senza esposizione della polpa.
Facile da diagnosticare.
Se la frattura è minima  si può levigare con dischetti abrasivi.
Se più estesa si può procedere alla detersione  dei tubuli dentinali ed alla  ricostruzione del dente con composito,   subito o   a distanza di pochi giorni. (t75 - t77 - t78 - t79 )
Controlli ogni sei mesi,  rare  le necrosi pulpari, le discromie   e/o  ascessi.

FRATTURA DELLA CORONA DENTALE COMPLICATA

Interessante lo smalto e  la dentina e con esposizione pulpare.
Con polpa vitale  si ha notevole sensibilità già alla masticazione e piccole emorragie pulpari, o polpa   ipertrofica.
L’esame    rx   permetterà di escludere   fratture radicolari e indicare la lunghezza della radice.
E’ preferibile eseguire terapia pulpare nei decidui  previo adatto approccio psicologico; si esegue anestesia locale e poi si  procede alla rimozione del tessuto pulpare, seguita da medicazione o se possibile  otturazione del canale pulpare  con materiale riassorbibile e ricostruzione del dente in una o due  sedute. (t80 - t81 - t82 - t83 )
In alcuni casi è possibile eseguire una terapia parziale pulpare. Controlli rx   dopo 6 mesi  e poi controlli annuali fino alla permuta dentale.

LASER E TRAUMATOLOGIA DENTALE in DENTIZIONE DECIDUA

L'uso del Laser ha semplificato e reso ancora più sicuri i risultati finali nei traumi dentali ai denti decidui. (Vedi Laser in odontoiatria) (t84 - t85 - t86 - t87 - t88 - t89 - t90 - t91)

FRATTURE    RADICOLARI

Solamente l’esame radiografico permette una diagnosi esatta. Se  il paziente è lontano dal periodo di permuta  è sempre consigliabile il   recupero del dente.
La terapia più sicura è l’immobilizzazione dei due monconi ottenibile   con una  fissazione ortodontica per circa 2 – 3  mesi  o con uno splint con composito.
Se eseguita a poca distanza dal trauma ( 2-24 ore)  vi è una notevole   possibiltà   di guarigione   non solo con riattacco dei due monconi  ma  col mantenimento  della vitalità pulpare.
Ciò facilita  poi una  durata normale del  deciduo ed una permuta senza lesioni   al dente   permanente molti anni dopo. (t92 - t93 - t94 - t95)
In caso contrario è preferibile eseguire anche la terapia pulpare, limitata al frammento  più coronale. Controllo con rx   dopo  6-12  mesi  e poi controlli fino alla permuta.

TRAUMI AI TESSUTI    DI SOSTEGNO

Concussione -  Lesione alla  struttura di supporto del dente    con   spiccata reazione alla percussione,  senza dislocamento   del dente. (t27)
L’esame   rx  è  negativo per lesioni alla radice.
In  genere nessuna terapia ma controlli periodici  ogni 6  mesi della vitalità pulpare e di eventuali discromie ed ascessi.

LUSSAZIONI  ESTRUSIVE

Dislocazione del dente   dal suo  alveolo  verso l’esterno.
L’esame rx  permette di valutare l’entità dello spostamento.
Purtroppo tutti i   tipi di lussazione   hanno sempre   concomitanti danni  oltrechè al legamento periodontale   anche al tessuto pulpare .Se il paziente è ancora lontano dalla permuta e il tempo intercorso  dal trauma è breve ( 1 h – 24 h) è  possibile riposizionare il dente lussato nel suo alveolo ed eseguire una fissazione ortodontica  o  con materiale composito, lasciata in situ per 2-4 settimane (t146 - t147 - t148 - t149 - t150 - t151 - t152).  Eseguire poi  rx  dopo 2 – 6 – 12 mesi  e poi  controlli annuali  fino alla permuta.  Sovente  si deve procedere nel tempo  a terapia pulpare.
In caso di lussazione estrusiva grave è preferibile   procedere   all’estrazione del o dei denti decidui ed eventualmente sostituirli poi con delle protesi  rimovibili e controlli regolari fino alla permuta. In alcuni casi si presentano solo come sublussazioni  cioè il dente si presenta mobile ma non dislocato con modesto sanguinamento presente dal solco gengivale.

LUSSAZIONI INTRUSIVE

Dislocazione del  dente verso l’interno dell’alveolo.
Possono essere coinvolti  uno o più denti (quasi sempre gli incisivi decidui superiori) e “scomparire”    anche completamente all’interno dell’alveolo.
E’ pertanto sempre assolutamente   necessaria una radiografia  che stabilisca la posizione  col rispettivo dente  permanente in formazione, il tipo di  dislocazione e se vi sono concomitanti fratture radicolari.
E'  fondamentale  escludere l’avulsione  del  dente.
Fortunatamente nella maggior parte dei casi la terapia è di attendere  una rieruzione spontanea del dente che può iniziare  già pochi giorni   dopo il trauma e completarsi nel volgere di alcune settimane anche se vi sono casi  con eruzione più tardiva. E’ importante una accurata disinfezione, attuare  manovre   corrette ed avere una dieta morbida per 7 – 10 giorni, permettendo poi a distanza di anni una permuta normale e fisiologica dei denti permanenti (t153 - t154 - t155 - t156 )
Seguire periodicamente con rx,  fotografie,  buona  disinfezione,  igiene e controlli della vitalità pulpare  anche per  intercettare   al momento della permuta  danni ai denti permanenti corrispettivi, soprattutto nei casi di intrusione   complete e gravi, quali malformazioni o malposizioni.

EXARTICOLAZIONE  O AVULSIONE (perdita totale del dente deciduo)

Perdita  totale del dente per la sua completa dislocazione fuori dall’alveolo.
L’esame rx serve per il controllo di concomitanti lesioni alla corticale ossea alveolare e per escludere una lussazione intrusiva totale.
Solitamente se il tempo  intercorso dal trauma è breve  (1 – 2 ore), se il dente è ben conservato in soluzione isotonica ( soluzione fisiologica) latte o  saliva  e lontano dal periodo di permuta  presso centri ben attrezzati è possibile procedere al reimpianto  quasi sempre vitale del dente avulso e  tenuto in sede con una adatta fissazione  (splint  ortodontico). (t158 - t159 - t160 - t161)
Controlli rx   dopo 2-3  settimane,   rimozione dello splint  e controlli clinici e radiografici  periodici fino alla permuta.
Negli altri casi  è preferibile lasciare guarire la zona alveolare e applicare poi delle protesi rimovibili (specialmente in caso di perdita multipla) modificandole e riadattandole via via nel tempo fino alla permuta  ( t162 - t163 - t164 - t165).

DANNI AI DENTI PERMANENTI A SEGUITO DI TRAUMI AI DENTI DECIDUI

Data lo stretto rapporto fra le radici dei denti decidui e i denti permanenti in via di formazione all'interno dell'osso mascellare o mandibolare, molti traumi dentali, specialmete le lussazioni intrusive possono creare danni ai denti permanenti (t278 - t279 - t280).

Nelle lussazioni sia estrusive  che intrusive e   nelle exarticolazioni si possono  verificare danni postumi di varia gravità ai denti permanenti. 
Tra i più frequenti sono da segnalare :

  1. macchie a livello della corona dentale,   curabili  con la laser terapia. (451 - 452 - 453 - 454)
  2. ipoplasia di smalto e dentina,  curabile con adatte ricostruzioni in composito. (t284 - t285)
  3. eruzione fuori sede, curabile con terapia ortodontica. (t281 )
  4. malformazioni  del germe dentale (inginocchiamento o dilacerazione), sovente è necessaria l’estrazione (t282 - t283).